La nostra responsabile dei progetti in Congo ha passato più di mese nella città di Uvira nella regione Sud-Kivu, dove in questo momento abbiamo concentrato i nostri sforzi per sostenere una popolazione stremata da una lunga guerra che purtroppo sembra non avere fine.
Comunque sono 5 anni che non ci sono veri e propri episodi di guerra e di efferata violenza. C’è aria di ricostruzione, di inizio di nuove attività, di fiducia. La povertà è grandissima, l’imperativo per la maggior parte della gente è sopravvivere alla fame e alle malattie.
Durante la sua permanenza Gerarda è stata ospitata alla Missione delle Suore di San Giuseppe, dove ha lavorato a stretto contatto con i nostri referenti locali e, con la collaborazione del nostro incaricato, Benedictus Zivuma Issa, ha potuto rafforzare la presenza di children tra le famiglie sostenute. Ha quindi potuto verificare l’andamento del progetto di sostegno a distanza, ha portato i fondi e disposto il necessario per il suo proseguo. Ha, inoltre, avviato il progetto della scuola professionale per ragazze vulnerabili e pianificato interventi per sostenere tutta la comunità che fa capo alla Missione di Uvira. Parte di tali interventi saranno compresi direttamente nel Progetto SD mentre altra parte verranno a formare un progetto a parte con l’obiettivo di creare i presupposti per un miglioramento delle condizioni di vita di tutta la comunità e in particolare delle donne e dei bambini di Uvira.
SCUOLA Anche per quest’anno abbiamo sostenuto le spese per le tasse scolastiche, per il materiale di cancelleria necessario per un anno, per le divise e le scarpe, per tutto l’occorrente ai bambini sostenuti.
Pagare le tasse scolastiche, in tutte le scuole disseminate tra la montagna ed il lago, molte nascoste nelle bidonville, non è stato un lavoro facile. Lo scorso anno c’era ad Uvira il dispensario della dott.ssa Colette Kitoga, nostra precedente referente. I suoi infermieri avevano selezionato i bambini da sostenere, li conoscevano uno ad uno. Colette si è spostata con la sua organizzazione, ad Uvira non c’è nessuno dei vecchi referenti. Le suore che l’hanno sostituita, pur vivendo ad Uvira da oltre 40 anni, non conoscevano personalmente tutti i bambini. Abbiamo compilato la lista delle scuole con il nome dei vari bambini che la frequentavano. E’ stato complicato trovare i bambini. Noi avevamo un nome, la scuola un altro. Diversi di loro erano sconosciuti alle scuole perché si erano iscritti con il nome della madre, del padre, del nonno materno o paterno, secondo se la dote dovuta all’atto del matrimonio è stata o non è stata pagata. O secondo criteri che non abbiamo capito ancora.
Alla fine tutti i bambini sono stati iscritti a scuola e la loro abitazione è stata identificata.
SALUTE
Nel corso di questi mesi abbiamo supportato le spese mediche per tutti i bambini sostenuti e i loro familiari indirizzandoli presso l’ospedale locale, dove abbiamo lasciato una lista dei bambini da curare a nostre spese. A parte alcuni casi particolari in generale tutti i bambini stanno bene, ma tutti hanno sofferto almeno una volta di malaria, e abbiamo avuto anche un caso di colera.
COMUNITA’
Con la quota destinata alla comunità, abbiamo avviato un corso di formazione per 28 mamme ai rudimenti dell’attività commerciale, quando saranno pronte riceveranno a titolo di micro credito il materiale per iniziare la loro attività di vendita.
Le donne beneficiarie sono mamme di bambini sostenuti o inclusi nella lista da sostenere, perché molto vulnerabili, (con età da 25 a 40 anni), per lo più vedove o sole con figli.
In via preliminare è stato deciso di formare un comitato e accogliere le proposte delle donne beneficiarie piuttosto che proporre noi delle iniziative. E’ stato richiesto alle donne di elaborare uno statuto che regolasse i rapporti interni, per la trasparenza, il funzionamento del lavoro e per la parte economica. Poi è stato chiesto di proporre l’attività nella quale si sentissero più sicure di riuscire a lavorare. Tutte hanno scelto il commercio: cinque gruppi il commercio alimentare, un gruppo il commercio di pagne (tessuti per abiti tradizionali) e un gruppo ha proposto la preparazione di succhi di frutta, bevande ed acqua fresca. Hanno poi presentato le quantità di merci ritenute necessarie per iniziare ed i conteggi dei costi e dei ricavi previsti. I numeri erano del tutto irrealistici.
Abbiamo cercato un istruttore che fornisse loro la formazione di base per acquistare, vendere, contabilizzare le merci e le aiutasse ad elaborare delle regole di comportamento.
Finita la formazione le suore e una donna del comitato acquisteranno le merci e le consegneranno alle donne.
Il valore di mercato di queste merci è di circa 350 dollari per gruppo, più il costo del trasporto.
Sempre con la quota per la comunità abbiamo poi potuto effettuare piccoli interventi ad hoc.
Per esempio, Furaha mamma di Davide e Gloria è stata aiutata ad avviare il piccolo commercio dei bignè al mercato e a traslocare in una casa meno isolata e pericolosa
Abbiamo potuto acquistare il congelatore richiesto dall’attività del gruppo di donne che si occupa delle bevande. L’abbiamo allocato presso la scuola Des Anges, fornita di elettricità. Così questo gruppo sarà seguito direttamente dalle nostre suore.
Abbiamo, inoltre, comperato tre balle di abiti usati provenienti dall’Europa e dagli Usa (i nostri contenitori gialli). Queste balle si acquistano per tipologia: abbiamo scelto due balle per bambini dai 5 ai 15 anni. Ed una di pantaloncini, e le abbiamo assegnate a tre mamme perché ne facessero un commercio più vantaggioso di quello finora svolto.
Abbiamo creato una piccola Biblioteca presso la scuola Des Anges, per noi punto di riferimento.
Nelle scuole di Uvira non ci sono libri. Abbiamo portato dall’Italia, comperati nelle librerie francesi, dei bellissimi libri di lettura, ed una signora francese ci ha donato dei testi scolastici. Il sabato le suore danno ai bambini delle fotocopie da leggere in francese, i libri sono a disposizione degli insegnanti. Oltre ai bambini sostenuti da children e quelli della scuola delle suore, affluiscono bambini anche dalla strada, per leggere queste belle storie ed allenarsi con il francese. Le porte sono aperte per chi desidera imparare.
Abbiamo creato poi, nel complesso scolastico che include anche la scuola professionale per ragazze un bel giardino ed un orto. Tutte le ragazze della scuola hanno figli che frequentano le scuole della missione ma il terreno circostante, dove giocano i bambini, è sabbioso e sottile, durante la stagione secca c’è molta polvere, mentre la pioggia tramuta il campo in fiumi di fango. Per ovviare a tutto questo abbiamo impiantato il giardino lasciando lo spazio per il gioco. Il lavoro di impianto è stato fatto dal guardiano e dai nostri ragazzi più grandicelli; poi lo seguirà il guardiano. Abbiamo piantato ortaggi di ogni genere, banane, fiori ed una notevole quantità di gramigna in punti strategici, perché impedisca al terreno di sciogliersi con le piogge. I prodotti saranno consumati dai bambini e dal guardiano.
Ma di interventi piccoli e grandi ce ne sono e ce ne saranno tanti da fare e i fondi raccolti con l’adozione a distanza non possono bastare ed è per questo che abbiamo deciso di raccogliere donazioni per un progetto a parte che comprenda in modo pianificato e concreto tutte le operazioni e le iniziative necessarie al sostegno di tutta la comunità.