Durante l’ultima missione (giugno-luglio 2010) ad Uvira, children onlus, ha posto le basi per realizzare un progetto di agricoltura per le mamme dei nostri piccoli sostenuti.
Il progetto intende sostenere alcune mamme nell’avviamento del lavoro agricolo, con metodi e strumenti efficaci e razionali per disporre di migliori condizioni di vita per se e la propria famiglia.

Durante l’ultima missione (giugno-luglio 2010) ad Uvira, children onlus, ha posto le basi per realizzare un progetto di agricoltura per le mamme dei nostri piccoli sostenuti.
Il progetto intende sostenere alcune mamme nell’avviamento del lavoro agricolo, con metodi e strumenti efficaci e razionali per disporre di migliori condizioni di vita per se e la propria famiglia.
Beneficiari
La richiesta di partecipazione è stata altissima. Ma potevamo reclutare solo 10 mamme, tra quelle che hanno figli sostenuti da children onlus. La scelta è caduta tra quelle che già lavoravano come braccianti, e la cui condizione di estrema povertà era evidenziata anche dal frequente ricorso alle cure mediche per i bambini malnutriti. Le donne si sono costituite in un gruppo di lavoro che si è denominato “Maendeleo” (sviluppo) ed opererà in accordo e con gli stessi obiettivi. In totale i beneficiari del progetto saranno circa 80 persone, considerando i nuclei familiari.
Le mamme che lavoreranno al progetto sono 10 i loro bambini 65.
Risorse
I campi sono messi a disposizione dalle Suore di S. Giuseppe di Uvira e saranno pagati con il 20% del raccolto. Sono campi fertili nella fascia tra la montagna ed il lago. Alcuni appezzamenti a ridosso della montagna sono particolarmente indicati per la coltura delle patate dolci.
Un agronomo seguirà i lavori e si occuperà delle coltivazioni, della formazione commerciale e societaria del gruppo. Il periodo di supervisione durerà circa 18 mesi, con un impegno decrescente al progredire dei lavori. La collaborazione sarà a carico di children onlus e la remunerazione dell’agronomo è stata fissata a 40 dollari al mese.
Il terreno, un ettaro, verrà arato ed erpicato meccanicamente, con un trattore. Si inizia a metà settembre con la stagione delle piogge. Si piantano talee di manioca, si semina il mais e l’arachide.
Non è richiesto il lavoro continuativo delle donne: per tre mesi fino al primo raccolto sono sufficienti 22 giorni lavorativi complessivi.
I campi dovranno essere mantenuti puliti dalle erbacce.
I prodotti
Si pensa di iniziare con la manioca che matura in 180 giorni, il mais che matura in 100 giorni e le arachidi pronte per il raccolto in 100 giorni.
Il mais e la manioca saranno coltivate contemporaneamente sullo stesso appezzamento con un disegno a mosaico. Perché la crescita ed il raccolto dell’uno non intralci quella dell’altro.
Le donne hanno chiesto anche di poter utilizzare qualche striscia di terreno per seminare il lenga-lenga, una verdura pronta da raccogliere in tre settimane.
Il raccolto sarà suddiviso:
40% del raccolto resta a disposizione del gruppo di donne per ulteriori iniziative (*);
20% al proprietario dei campi;
30% viene diviso tra le donne per la loro sussistenza;
10% per l’acquisto dei semi.
(*) Ad esempio, questa quota potrà essere utilizzata per coltivare una maggiore estensione di terreno, oppure dedicata a piccoli commerci per integrare le risorse delle famiglie, o, ancora, lasciata in tutto o in parte disponibile per affrontare le emergenze.
Obiettivi
In un periodo di tempo di circa un anno e mezzo, le donne saranno in grado di operare in autonomia affrancandosi dalla tutela e dal controllo dell’agronomo.
Qualora avessero bisogno di sostegno ulteriore, potranno richiederlo direttamente loro stesse.