Nella regione sudafricana del Kwazulu (letteralmente "terra degli Zulu"), in un’area collinare particolarmente isolata ed estremamente povera, si estendono villaggi formati da case tipiche delle tradizioni culturali (ed economiche) del luogo. Queste capanne, formate da un unico ambiente a pianta circolare di pochi metri di diametro, hanno il tetto di paglia e le pareti di intelaiatura di legno con tamponature di fango. In tale contesto si è sviluppata nell’ultimo decennio una inarrestabile e gravissima epidemia di AIDS, che colpisce proprio la generazione di giovani adulti, minando il supporto economico di tutta la comunità e privando migliaia di bambini dei loro genitori.
Risorse Locali
Tradizionalmente l’intensa vita comunitaria dei villaggi protegge gli orfani in totale abbandono, ma il peso di tale impegno si sta costantemente aggravando e le donne dei villaggi si sono organizzate per un servizio di assistenza diurna all’infanzia. Le donne raccolgono i contributi volontari della comunità per le spese di alimentazione e prestano gratuitamente l’assistenza. Accudiscono i bambini come possono, in capanne di fango o più spesso all’ombra degli alberi, fornendo loro un minimo di educazione, gioco, e, quando e’ possibile, un pasto. Queste iniziative spontanee, possono essere assimilate al concetto occidentale di asilo, sebbene questo non faccia parte della cultura Zulu, né vi sia una parola che lo definisca nella loro lingua. La nostra associazione grazie all'interessamento ed al supporto personale del Console d'Italia a Durban e della socia Kristine Jaundzeme, nell'agosto del 2000 è entrata in contatto con le comunità dei villaggi dell'area di Nongoma in Kwazulu e, dopo aver studiato questo fenomeno, ha deciso di avviare un progetto di aiuto a tali strutture. Abbiamo cercato di rendere più stabile e funzionante il servizio degli asili anche incoraggiando i bambini a frequentarli offrendo loro un pasto caldo e integrando la loro dieta alimentare. L’asilo é un importante punto di aggregazione del villaggio e per questo doveva essere in muratura affinché garantisse una struttura stabile e permanente. Un altro problema che ci è parso subito impellente era quello dell’acqua, poiché le sorgenti nella zona sono rare, stagionali e non assicurano un rifornimento costante.
Nel corso di questi anni children onlus ha speso un totale di 72.000 euro per realizzare i seguenti interventi: